MAUX meets EUROPE

Dal Maux di Torino al Parlamento Europeo di Bruxelles

Abbiamo chiesto a Caterina Bortolaso e Filippo Pelissero, giovani project manager presso la Coopération Bancaire pour l’Europe, cosa rappresenta per loro l’Unione Europea – L’Unione Europea rappresenta la nostra quotidianità. È un ideale: i problemi emergono nel momento in cui viene a meno la cooperazione. È una casa sicura, l’Unione Europea che ha garantito un lungo periodo di pace -.

È importante ricordare che dietro all’UE, e più in generale, dietro alle istituzioni vi sono delle persone, sono esse a fare la differenza. Bisogna creare una rete di persone con la quale stabilire una relazione per lasciarsi contaminare dal nuovo e dal diverso – aggiunge Silvana Rasello, presidente del CIOFS.


Tanta fiducia nel potenziale europeo: questo è il punto di partenza del progetto “Meet Europe” pensato dal Coordinatore delle attività educative e didattiche Filippo Buzio, dal Vicepreside Christian Damasco, da Silvana Rasello e dai progettisti Caterina Bortolaso, Filippo Pelissero e Daniela Varone per i ragazzi del Maux. Le classi quarte saranno attive protagoniste di un percorso lungo quattro incontri: i ragazzi dovranno confrontare le loro idee al fine di sviluppare un progetto. Al termine vi sarà la possibilità di contribuire attivamente alla redazione della proposta progettuale e di interagire con le organizzazioni operanti nell’ambito.

Ecco la presentazione del progetto con l’intervista ai formatori nostri ospiti da Bruxelles.

Di cosa tratta questo progetto?

Caterina Bortolaso

Si tratta di un progetto che abbiamo pensato tutti insieme quindi
con il preside dr. Filippo Buzio e con la dott.ssa Silvana Rasello, la
dott.ssa Varone e il vicepreside, il prof. Damasco. Abbiamo
pensato insieme che per avvicinare i ragazzi all’Europa è
importante avere gli strumenti per orientarsi quando si parla di fondi
europei: si sente spesso parlare di questi fondi, ma si
capisce poco che cosa effettivamente voglia dire attingere,
ricevere e usare i fondi europei. 

Quindi volevamo far passare il messaggio: per ottenere i fondi
europei bisogna effettuare un grande lavoro, bisogna mettere in
campo delle competenze. Se c’è un progetto è perché dietro ci
sono delle idee. 

L’altro obiettivo che ci siamo posti con questo progetto è fare in
modo che i giovani sappiano che ci sono delle opportunità
importanti per loro dal punto di vista europeo e per capire questo è
necessario ovviamente conoscere l’Europa

Come è strutturato il corso?

Abbiamo abbiamo deciso di dividere il corso in quattro lezioni.

La prima lezione sarà un’introduzione all’Unione Europea anche perché immagino che non tutti i liceali sappiano esattamente che
cos’è e che cosa faccia effettivamente l’Europa. C’è sempre
questo sentito dire che l’Europa è lontana, invece è molto
vicina ai cittadini, ci sono tante iniziative rivolte agli studenti e ai
giovani professionisti.

Nella prima prima lezione parleremo della storia dell’integrazione europea, delle istituzioni Faremo una piccola introduzione del
concetto di budget e tutte le voci che rientrano nel budget di un
progetto europeo, quindi come l’Unione Europea implementa
effettivamente le proprie policy. 

Poi avremo una seconda lezione più incentrata sulle opportunità per i giovani quindi programma Erasmus+ che da un lato è un
programma punto di mobilità per i giovani studenti.  Sia io che
Caterina abbiamo usufruito di questo progetto, ma  nessuno
durante il liceo ci ha mai raccontato il potenziale di questa
opportunità, che penso che abbia cambiato ad entrambi la vita. Ti apri a nuove culture, nuovi orizzonti e non sei più la persona che
eri quando torni nella tua città.

Faremo un un primo accenno alle idee progettuali che vorremmo
sviluppare poi nel terzo incontro.

Il terzo incontro sarà un laboratorio di progetto. Attraverso
attività di brainstorming cercheremo di sviluppare tutti insieme
delle idee progettuali e delle attività per implementare queste idee.
Cercheremo quindi di toccare tutti i punti della progettazione:
quindi dalla fase iniziale, passeremo a quella di scrittura del
progetto e quindi ci concentreremo su come saranno diffusi i
risultati. Ci soffermeremo anche sulle metodologie di  ricerca  dei
partner.

Si tratta, secondo noi, di un’attività abbastanza dinamica e
divertente. 

Infine l’ultima lezione  la dedicheremo alla presentazione, dopo 
una fase di correzione delle slide che i ragazzi avranno prodotto,
davanti a tutti  i compagni di tutti i progetti dei gruppi. 

Cercheremo di individuare quelle quali sono state le migliori
realizzazioni e quindi selezioneremo chi poi sarà più interessato,
in modo che possa seguire con noi la prossima fase di scrittura di
progetti europei nel mese di marzo.

Questi ragazzi selezionati potranno partecipare (online e in
presenza)  alla creazione di un vero progetto europeo e capire
come funziona effettivamente questo tipo di lavoro.

Oltre a questo percorso mirato, però secondo noi,  la parte
fondamentale è quella di fornire consigli per gli studenti che si
stanno affacciando al loro ultimo anno di liceo (il progetto sarà è
realizzato con le classi quarte) per aiutarli a fare delle scelte
consapevoli del loro futuro, magari anche di respiro europeo.

Ci sentiamo ancora vicini come età a questi ragazzi, sappiamo
molto bene cosa vuol dire avere 17-18 anni, sappiamo che è molto complicato prendere delle decisioni per il proprio futuro. Se
qualcuno decidesse di scegliere un’università all’estero, ci
piacerebbe essere un punto di riferimento per aiutarli anche nei
prossimi anni.

Che cos’è l’Europa per voi?

Caterina Bortolaso

Allora innanzitutto per noi l’Europa è la nostra quotidianità,
perché noi ci occupiamo di Europa (si dovrebbe parlare di Unione Europea però il concetto è quello)

E’ la nostra quotidianità, nel senso noi ci lavoriamo tutti i giorni,
lavoriamo su tematiche legate all’Unione Europea e lavoriamo su
progetti europei tutti i giorni. Abbiamo quindi acquisito delle
competenze spendibili in questo senso: questo a livello
professionale. 

Poi, secondo me, c’è un lato personale. Per me l’Europa è un
ideale. Io ci credo fortemente: non voglio citare uno slogan
politico, però penso che ci dovrebbe essere più Europa. I problemi che ci sono in Europa sono causati dalla carenza di Unione Europea. Quando manca la competenza dell’Unione Europea su certe
tematiche è lì che sta il problema. Lo abbiamo visto con il
recovery fund: se abbiamo un’Unione Europea che risponde
compatta ad una sfida epocale, senza lasciare i Paesi da soli a
gestire delle cose di questo tipo è un’Europa che ha un senso ed è un’Europa unita politicamente. 

Quindi per me l’Europa è un ideale da perseguire da migliorare e
che ha ancora molto da fare sul piano sociale. Quella che vediamo in questi giorni non è un’Europa unita politicamente, ad esempio,
per quanto riguarda il tetto del prezzo del gas.

L’altro obiettivo che ci siamo posti con questo progetto è fare in
modo che i giovani sappiano che ci sono delle opportunità
importanti per loro dal punto di vista europeo e per capire questo è necessario ovviamente conoscere l’Europa

Sono d’accordo con Caterina. Aggiungerei che personalmente
vedo l’Europa un po’ come una casa, una casa sicura in cui
veramente ci sono persone provenienti da Paesi molto diversi tra
di loro e questo è veramente un valore aggiunto, un punto,
secondo me, di non ritorno, in quanto basti pensare alla storia del Novecento: non c’è mai stato un periodo così lungo di pace, di
conoscenze e di integrazione tra i popoli. E tutto questo secondo me in merito dell’Unione Europea che valorizza veramente ogni
Stato e valorizza in questo modo anche la pace e la cooperazione, i diritti e quindi in primis la persona.

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