UNITI PER L’UCRAINA!

In «Fratelli tutti» Papa Francesco sottolinea che, nella casa comune viviamo tutti come un’unica famiglia e propone azioni concrete per restaurare il mondo e superare i malanni generati dalla crisi politica.

L’opera di pace non sarà possibile se le nazioni e i popoli continuano a combattersi; è fondamentale che ci sia il dialogo, perché ciascuno trovi la propria completezza nell’altro; è necessario quindi eliminare la lotta alla globalizzazione dell’indifferenza e promuovere l’inclusione sociale.

«Fratelli tutti», scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui». Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita. Tra i suoi consigli è premura del papa evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio.

Così, noi ragazzi del Maux, abbiamo deciso di mettere in pratica le parole del Papa facendo sentire il nostro sostegno attraverso gesti concreti e utili nel nostro piccolo.Come scuola abbiamo aderito ad un’iniziativa del Sermig di raccolta di beni di prima necessità, per tutti i rifugiati provenienti dall’Ucraina bisognosi di aiuto.

Nella giornata di giovedì ognuno di noi ha preso l’impegno di portare cibo e coperte che tramite questa associazione sarebbero arrivate ai rifugiati.

A turno alcune classi del liceo hanno aiutato nello smistamento e nell’organizzazione del trasporto di buste e scatoloni colmi di questi beni.

E’ stato toccante vedere come persone di età e classi differenti abbiano collaborato, mettendo tutto il loro impegno per un fine comune: aiutare tutti coloro colpiti da questo conflitto tanto ingiusto quanto inaspettato.

Alcuni di noi sono stati toccati da questa esperienza in modo più diretto, vedendo la vita di coetanei a noi vicini sconvolta in maniera drastica e improvvisa. Sembra surreale come ragazzini della nostra età, si trovino da un giorno all’altro ad imbracciare delle armi, combattere e diventare adulti in modo repentino. Pensare che fino al giorno prima andavano a scuola e conducevano una vita più che normale, proprio come la nostra.

Ogni giorno siamo colpiti da centinaia di notizie così lontane da sembrare irreali, le percepiamo quasi come se fossimo gli spettatori della nostra stessa vita.

Ora per la prima volta viviamo tutto ciò in prima persona con consapevolezza, e come studenti ci siamo impegnati a dare il massimo contributo in maniera concreta ed empatica, provando ad immedesimarci nella sofferenza del popolo ucraino.

Con pochi semplici gesti, la comunità del Maux ha provato a farsi nuovamente operatore di pace in un momento in cui la guerra ha spento ogni nostra speranza.

«Coloro che dimenticano il proprio passato sono destinati a riviverlo»

-Primo Levi

Elena Parisi, Vittoria Conte

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