Contro gli inganni del web: le fake news

Intervista a Elia Silvestro, formatore del corso sulle fake news

I ragazzi delle classi prime hanno avuto l’opportunità di apprendere che ruolo possiedono le fake news ( le “notizie false”) nella nostra società.

Noi ragazzi della redazione abbiamo posto sei semplici domande al formatore che ha tenuto il corso, Elia Silvestro.

Iniziamo con le presentazioni, come ti chiami?

Mi chiamo Elia Silvestro.

Come è nato questo fenomeno e perché è così tanto diffuso?

Nel corso del progetto amo ripetere che le fake news non sono nate ieri o comunque non sono nate con Internet. Ci sono degli esempi storici di fake news ante litteram. Un esempio celebre è quello di Maria Antonietta che dice al popolo francese di mangiare brioches se non hanno pane; tuttavia, se indagassimo meglio, scopriremmo che questa frase le è stata messa in bocca e che in realtà è la frase di un racconto scritto da Rousseau addirittura prima della salita al trono di Maria Antonietta.

Le fake news non sono nuove in sé, sono nuovi gli strumenti digitali che rendono la loro diffusione molto più veloce.

Le fake news sono letteralmente le notizie false, e secondo alcuni studi esse appaiono persino più vere delle notizie reali, perché?

Beh, questo è vero fino a un certo punto.  Diciamo che le fake news sono prese per vere da chi non ha gli strumenti per accertarne l’attendibilità. Quindi una parte del pubblico che può consumare questi contenuti e queste notizie a volte però non conosce abbastanza a fondo gli strumenti, un po’ perché non ha un’istruzione sufficiente e un po’ perché il mondo digitale su cui le notizie false si diffondono non è familiare a molti: in questo caso, si parla di analfabetismo digitale.

Qual è lo scopo di chi diffonde fake news?

Lo scopo di chi diffonde fake news non possiamo saperlo di preciso, possiamo ipotizzare che sia quello di fare propaganda politica oppure ci possono essere motivi molto più materiali… ad esempio per fare soldi.

Perché ci interessano di più le fake news che le notizie?

Come umani abbiamo il difetto di non essere fatti per forza per analizzare le cose a fondo perché siamo esseri emotivi. Ad esempio, nei social reagiamo ai post utilizzando delle emoji che descrivono il nostro stato emotivo. Le fake news influenzano le nostre idee passando per le nostre emozioni. Il segreto del successo delle fake news è che ci fanno reagire, ci emozionano e ci fanno arrabbiare.

Ultima domanda: cosa si può fare per porre fine alla diffusione delle fake news?

Ci sono state molte iniziative legislative soprattutto riguardo i social. Questo secondo me è una goccia nel mare rispetto alla consapevolezza dei singoli cittadini.

Secondo me sono importanti: istruzione, consapevolezza e spirito critico.

Ogni volta che ci troviamo davanti a una notizia dobbiamo “accendere il cervello”, essere sospettosi, non fidarci a priori di una fonte solo perché già conosciuta.

L’incontro è stato davvero formativo. Ho intervistato alcuni dei presenti per conoscere il loro punto di vista in merito all’argomento delle fake news: potrete osservare l’intervista cliccando qui.

Federica

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