Una scuola che educa

In merito all’articolo pubblicato sull’edizione locale de “La Stampa” del 23/2/19, si precisa che la scuola non è stata interpellata adeguatamente per verificare la veridicità dei fatti.

La scuola ritiene di aver gestito la situazione in modo efficace ed equilibrato, secondo i tempi richiesti dal dialogo e dal confronto con tutte le parti interessate.

La scuola ribadisce il proprio impegno per il rispetto e la tolleranza delle diversità.

Alla scuola di don Bosco abbiamo imparato che il primo interesse di un educatore salesiano non è agire con un intento solamente punitivo, ma costruire insieme un percorso educativo che aiuti chi ha subito un’ingiustizia a vivere la riconciliazione e chi l’ha commessa a ripensare alle proprie azioni e soprattutto a modificare i propri pregiudizi, tanto più quando abbiamo a che fare con bambini.

Oltre al lavoro diretto con i bambini, l’intervento coinvolge le famiglie e, in accordo con queste, impiega anche personale specializzato, con percorsi educativi mirati, che richiedono tempi di maturazione più lunghi.

Il nostro istituto, nel panorama delle scuole paritarie di Torino, ha una percentuale di ragazzi stranieri tra le più alte.

Accanto alla gestione del caso specifico, la scuola porta avanti da anni una sensibilizzazione rivolta a tutti gli alunni dell’istituto, con esperienze finalizzate, in rete con realtà del territorio.

Da settembre ad oggi possiamo ricordare alcune iniziative di integrazione:

  • Partecipazione al progetto “A cresta alta contro il bullismo”
  • Partecipazione al “laboratorio educazione alla pace e alla solidarietà”, nella scuola primaria, proposto dall’Associazione O.A.S.I.
  • Preparazione e partecipazione alla festa della scuola primaria al Colle don Bosco il 29 marzo sul tema dei diritti dell’infanzia
  • Accordi con il Sermig l’inserimento di ragazzi non italiani (su loro segnalazione) nelle nostre classi
  • Ascolto di testimonianze di persone provenienti dal mondo (don Munir Hanachi dalla Siria, don J. Crisafulli e Augusta, una ragazza della Sierra Leone)
  • Accoglienza in Istituto di due universitarie provenienti dal Gabon
  • Lezioni di lingua italiana per ragazze straniere
  • Apertura dell’Aula Confucio, per la conoscenza della Cultura Cinese

Rimaniamo aperti al dialogo e saremmo contenti di ospitare il giornalista Federico Genta, per un confronto leale sui temi dell’inclusività e dell’integrazione e per fargli respirare l’aria di accoglienza che si vive al Maux.

Grazie a tutti coloro che ci hanno dimostrato solidarietà e ci hanno confermato la loro fiducia.

La Comunità Educante dell’Istituto Maria Ausiliatrice